Prossimi Eventi
| E se domani cade l'euro? Lun Feb 06 @20:45 - 11:30PM Segnalazioni |
Prata, pronto lo “sbarco” dei grillini
20 gennaio 2012 — pagina 33 sezione: Pordenone - Messaggero Veneto
PRATA I grillini sbarcano fra Meduna e Livenza. Si è tenuto a Prata il primo incontro organizzato dal Movimento di Beppe Grillo che ha così inteso aprire un laboratorio politico che, dalle tematiche nazionali, arrivi a esaminare l’attualità locale. Continua..
PRATA 5 STELLE

Laboratorio Politico
Informazione, Lavoro, Energia, Mobilità, Rifiuti, Territorio, Sanità, Educazione...
mercoledì 18 gennaio, ore 20.30
presso Bar LA MERIDIANA, Via Cesare Battisti, 70, Prata
La Politica non è delegare ma partecipare!
Riciclare i pannolini ora è possibile!
Dal sito di Ezio Orzes www.ezioorzes.it
Un vivo ringraziamento a Marcello Somma e a tutto il gruppo di lavoro di Fater, alla Carla Poli e agli amici del Centro Riciclo di Vedelago, agli insostituibili compagni di viaggio della Ponte Servizi srl. e del Comune.
Con loro, prima ancora di questa memorabile sfida progettuale, abbiamo condiviso l’idea di un mondo migliore.
Trasformare i pannolini usati in arredi urbani ed oggetti in plastica, eliminarli dalle discariche, sottrarli dalle fauci degli inceneritori questa la sfida vinta da Pampers con il Centro Riciclo Vedelago (TV) e il Comune di Ponte nelle Alpi (BL) che stanno dando vita al primo sistema sperimentale in Italia di raccolta e riciclo dei pannolini usati.
PIANO ENERGETICO NAZIONALE DELLA SLOVENIA IL WWF: “INACCETTABILE IL RADDOPPIO DI KRŠKO. NO A NUOVI ELETTRODOTTI AEREI E CENTRALI SULL’ISONZO”
L’Associazione ha inviato ai Ministeri, alla Regione e alla Commissione europea le proprie osservazioni sul Piano del governo di Lubiana.
“E’ da sperare che gli enti locali del Friuli Venezia Giulia, Regione, Province e Comuni, si siano attivati nella procedura VAS (Valutazione Ambientale Strategica) transfrontaliera sul Piano Energetico Nazionale della Repubblica di Slovenia. Le scelte del Piano riguardano infatti anche il nostro territorio: finora, però, risulta che osservazioni in merito siano state formulate soltanto dalla Provincia di Trieste”.
Da questa considerazione parte il WWF del Friuli Venezia Giulia, nel comunicare le proprie osservazioni sul Piano, inviate nei giorni scorsi al Ministero dell’ambiente italiano, alla Regione e alla Commissione Europea.
E’ molto allarmato, infatti, il WWF, per il fatto che il Piano prevede un rafforzamento della scelta nucleare, con il prolungamento della vita utile dell’attuale centrale di Krško fino al 2043 e la costruzione (entro il 2022) di una seconda centrale – da 1.000 o 1.600 MW – di cosiddetta “terza generazione” nello stesso sito.
“Si tratta – osserva il WWF – di una scelta in stridente controtendenza rispetto a quanto hanno deciso ad esempio la Germania (chiuderà tutte le sue centrali entro il 2022) o la Svizzera (che le chiuderà tutte tra il 2019 e il 2034), per tacere dell’Austria, che ha rinunciato al nucleare dopo il referendum del 1978 pur avendo una centrale pronta ad entrare in funzione, e dell’Italia che ha visto la schiacciante vittoria degli antinucleari nel referendum del giugno scorso.”
Soltanto alcuni Paesi dell’ex blocco sovietico (Romania, Polonia…) paiono voler continuare sulla strada del nucleare, mentre perfino in Francia – che ricava dall’atomo i tre quarti della sua elettricità – si stanno elaborando piani per il graduale abbandono di questa fonte.
Il WWF sottolinea che anche dal punto di vista economico la fonte nucleare non è certo competitiva: dati del Dipartimento dell’energia USA mostrano infatti che il kwh nucleare, per centrali che entrassero in funzione nel 2020, sarebbe più caro di quello prodotto da ogni altra fonte, compreso l’eolico.
Senza contare l’irrisolto problema dello smaltimento definitivo e sicuro delle scorie radioattive (sul quale il P.E.N. sloveno non fornisce risposte) e quello della pericolosità intrinseca di questi impianti, sia in caso di incidente grave (Trieste si trova a 139 km di distanza in linea d’aria e “a tiro di bora” da Krško), sia nel funzionamento “normale”. Un recente e approfondito studio tedesco ha dimostrato infatti un’incidenza doppia delle leucemie infantili nel raggio di 5 km dalle centrali nucleari.
Il WWF rileva che anche in tema di rigassificatori non mancano preoccupanti ambiguità nel Piano. Quest’ultimo, infatti, a proposito delle forniture di gas naturale, menziona la necessità di “collegamenti ai terminali GNL nella regione”, quando è noto che non esiste alcun terminale in funzione, ma soltanto il progetto di quello di Trieste-Zaule (proposto da Gas Natural), di quello off shore nelcentro del Golfo di Trieste (proposto da E.On.) e di quello di Omišalj sull’isola di Veglia (proposto da Adria LNG).
La posizione del Governo di Lubiana è stata, almeno finora, estremamente critica sui primi due progetti, per ragioni condivise anche dagli ambientalisti italiani: pesante impatto sull’ecosistema marino, interferenze con i traffici navali commerciali e con la pesca, ecc. Il P.E.N. tuttavianon accenna minimamente a tutto ciò e andrebbe perciò chiarito quale sia la vera posizione del Governo di Lubiana su tali progetti.
Deludente, secondo gli ambientalisti, anche l’approccio al problema degli elettrodotti transfrontalieri: il Piano prevede infatti la costruzione di un nuovo elettrodotto da 400 kV tra Okroglo e Udine entro il 2018, senza neppure accennare al fatto che possa essere realizzato in cavo interrato, anziché su linea aerea. Stante l’impatto di gran lunga minore che una linea interrata comporterebbe rispetto ad una aerea, tale omissione è incomprensibile, specie in una procedura con finalità ambientali come la VAS.
Il PEN sloveno assegna un ruolo rilevante, almeno nelle dichiarazioni di intenti, alle politiche per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili, ma è ambiguo rispetto alla collocazione di nuove centrali idroelettriche: l’auspicio degli ambientalisti è che non ne venga costruita nessuna lungo il corso dell’Isonzo, rispetto al quale una proposta di legge punta invece ad eliminare lo status del fiume come inestimabile bene naturalistico (sollevando vibrate proteste, sia in Slovenia sia in Italia).
Il WWF denuncia inoltre il fatto che la documentazione sul P.E.N. è stata fornita al pubblico quasi esclusivamente in lingua inglese, con soltanto due brevi riassunti in italiano.“Un modo – commenta l’associazione – per ostacolare chi volesse formulare osservazioni, violando lo spirito della Direttiva europea sulla VAS, purtroppo con l’acquiescenza del Ministero dell’ambiente italiano. Auspichiamo perciò che tutti gli elaborati del Piano siano tradotti in italiano e che siano conseguentemente riaperti i termini per la presentazione di osservazioni da parte del pubblico.”
Il WWF conclude auspicando che il nuovo Governo sloveno, che uscirà dalle elezioni politiche del 4 dicembre, riveda la scelta nucleare contenuta nel Piano Energetico e chiarisca la propria posizione in merito ai rigassificatori ed agli elettrodotti transfrontalieri.
Va tuttavia rilevato, sottolinea il WWF, che la Slovenia – al di là di alcuni contenuti discutibili - si sta dotando di un Piano Energetico Nazionale, mentre in Italia (da molti anni e pur nel succedersi dei Governi di diverso coloro politico) non c’è traccia di un piano analogo, con la conseguenza di lasciare ogni scelta strategica sull’energia alla mercé del “mercato”, cioè in definitiva delle grandi multinazionali dei produttori e venditori di petrolio, gas ed elettricità.
In allegato, le osservazioni del Wwf Fvg al PEN sloveno (link)
WWF Friuli Venezia Giulia
Via Rittmeyer 6
34134 Trieste
Tel. 040 360551/0432 502275
La regione FVG riduce il numero dei consiglieri: taglio ai costi della politica o alla democrazia?
La regione Friuli Venezia Giulia approva la legge che porta il numero di Consiglieri da 59 a 49, pari ad una riduzione del 17%.
ATTENZIONE! con la scusa di ridurre i costi della politica, verrà diminuita la rappresentatività del Consiglio regionale favorendo così i soliti grandi partiti.
Perchè invece non ridurre del 50% i privilegi economici della casta?



